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La mostra sarà presente all’ Auditorium Parco della Musica dal 9 Dicembre al 26 Febbraio

Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno con centoventi mila visitatori, torna nella Capitale “The Art of Bricks”, la mostra dello statunitense Nathan Sawaya, che con i mattoncini della Lego crea delle vere e proprie opere d’arte. Per la seconda volta a Roma, dal 9 Dicembre al 26 Febbraio, è possibile ammirare le settanta opere costruite con più di un milione di pezzi. Questa esposizione è stata inserita, dalla CNN, nella classifica delle 10 mostre più seguite nel mondo.

Le opere esposte comprendono riproduzioni di sculture, come il “David”di Michelangelo, e copie di vere e proprie opere d’arte come “L’Urlo” di Munch, “La Ragazza con l’orecchino di Perla” di Vermeer , “Il Bacio” di Klimt o “La grande onda di Kanagawa” di Hokusai. Imperdibile è lo scheletro del dinosauro T-Rex, lungo sei metri e costruito con ottanta mila pezzi.

L’esposizione non comprende solamente riproduzioni e copie di opere famose, ma anche sculture dedicate all’introspezione e alle relazioni tra gli uomini, le emozioni e i sentimenti dell’essere umano sono riportate molto semplicemente dall’artista, impressionante è la plasticità dell’uomo che cerca di esprimersi ma è trattenuto da braccia invisibili. “Il mio soggetto preferito è la figura umana, molte delle mie opere ricordano figure in transizione che rappresentano la metamorfosi che vivo nella mia vita personale. Le mie opere nascono dalle mie paure e dai miei traguardi, come avvocato, come artista, come ragazzo e come uomo”.

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Nathan Sawaya, avvocato di successo (anche se figlio di un ingegnere) dopo una vita passata tra tribunali, codici e studi legali, decide di abbandonare le scartoffie giuridiche per dedicarsi alla sua vera passione: il gioco, la creatività e l’immaginazione. Osservare un’opera di Van Gogh o di Klimt riprodotta con dei semplici mattoncini, con i quali tutti, almeno una volta nella vita, ci abbiamo giocato è davvero spettacolare. La cosa che più colpisce è che nonostante i mattoncini della Lego siano squadrati, le opere assumono le forme e le curve dei corpi. Abbiamo chiesto a Nathan perché ha scelto proprio il Lego: “è un materiale facilmente accessibile,  tutti abbiamo giocato con il Lego almeno una volta e tutti si possono lasciare ispirare una volta usciti dalla mostra”.

La mostra è un successo planetario, prima  a New York, poi in Cina e adesso a Roma, la responsabilità dei gestori e in qualità di amministratore del Parco della Musica, José Dosal ha voluto portare la magia in questo spazio progettato da Renzo Piano dove i genitori posso guardare e i bambini possono giocare.

Enrica Mosca e Sara Cacciarini

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