Al Trevi una settimana con le storie cinematografiche di Piero Tellini

Foto: @Enrica Mosca
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La Cineteca Nazionale ha reso omaggio, nel centenario della nascita, a “Piero Tellini, un maestro del Neorealismo”.

 

Un viaggio tra alcuni dei film di Piero Tellini, di oltre cinquanta accreditati, in cui ha partecipato nelle vesti di soggettista, sceneggiatore e/o regista.

2017-05-27 18.59.23La Rassegna è iniziata martedì 23 con la pellicola Avanti c’è posto di Bonnard. Memorabili le scene ambientate a due passi dal ponte Nomentano, che fa da sfondo alla rimessa dei filobus.

Poi si è passati a Quattro passi fra le nuvole di Blasetti, considerato uno dei primi film neorealisti. Ha avuto anche due remake: Era di venerdì 17 e Il profumo del mosto selvatico.

Mercoledì 24 il primo film ad essere proiettato è stato Apparizione di Jean de Limur. A seguire Il bandito di Lattuada con Amedeo Nazzari.

received_10213029395027233Momento importante della Rassegna è stato l’incontro con il critico Orio Caldiron e Massimo Tellini.

Insieme hanno ripercorso la vita cinematografica, e non solo, di Piero Tellini. Con dettagli, cura e partecipazione, ci hanno raccontato la personalità di questo “vulcano di idee”, come veniva definito da Monicelli.

Dice il figlio Massimo: “Mio padre fu operoso tra la fine degli anni Trenta e la fine degli anni Cinquanta. Era, probabilmente, il soggettista-sceneggiatore più ricercato e pagato del cinema italiano, nel cuore degli anni Quaranta.

Prosegue: “…innovativo, non si faceva vedere molto in giro, nei luoghi mondani, non concedeva volentieri interviste…non ritirava premi. Stava, in un certo modo senza volerlo, offrendo una specie di mito di se stesso, diveniva come un personaggio frutto della sua fantasia”.

La serata si è conclusa con Uno tra la folla con Eduardo De Filippo. Il film, per la regia di Cerlesi-Tellini, è stato riproposto nella 66° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

In sala, tra l’altro, era presente il nipote di Cerlesi, Fulvio: “Mi sembra che il film sia moderno, forse oggi più di allora”.

Giovedì 25 è stato il momento della pellicola L’onorevole Angelina con la Magnani e poi Vivere in pace (vincitore del Nastro d’Argento per il miglior soggetto nel 1947), entrambi di Luigi Zampa.

A concludere la serata La sposa non può attendere di Franciolini con Gino Cervi e Gina Lollobrigida.

Venerdì 26 in programma sono stati Napoli milionaria di Eduardo, Cronaca di un amore di Antonioni. L’ultimo è stato Cuori senza frontiere di Zampa, presentato alla retrospettiva del 2009 alla Festa del Cinema di Roma.

Sabato 27 Vulcano di Dieterle, noto per quella che venne definita “la guerra dei due vulcani” (cinematograficamente parlando).

A seguire Guardie e ladri di Monicelli e Steno che è stato il vero successo di questa Rassegna. Tellini, per il soggetto della pellicola, vinse le Prix du Scenario del Festival di Cannes del 1952.

L’ultimo film in programma è stato Prima di sera che fu il “trentasettesimo film per il trentasettenne Tellini”.

Domenica 28, ultima giornata, è stata proprio Nel blu dipinto di blu con Domenico Modugno, Giovanna Ralli e De Sica. Anche in questo film si parla di Montesacro: la giovane Donata, viene presa a servizio proprio in questa zona da una “famiglia tanto buona”.

Dopo il bianco e nero si passa al colore di Roma come Chicago (banditi a Roma) di De Martino.

A concludere la Rassegna, una “chicca” di Piero Tellini: Giovani d’oggi (1960). E’ stata la prima inchiesta giornalistica a puntate sul fenomeno giovanile e precede di alcuni anni quello del Sessantotto.

Il pubblico ha interagito con il figlio, apprezzato il lavoro realizzato; qualcuno approfondito, altri, con curiosità, scoperto la figura di Piero Tellini.

Forse per questo, nel corso degli anni, venne definito dalla critica: “maestro del neorealismo, sempre presente eppure invisibile” fino ad arrivare a “l’oggetto misterioso”.

I tanti che lo conoscevano bene, come Rossellini e Fabrizi, lo definivano “l’unico soggettista puro italiano”. La stessa Magnani voleva che fosse lui a scrivere le sceneggiature dei suoi film.

Pur non essendoci ancora una biografia edita, le tante testimonianze reperibili, scritte e non, lo continueranno a far rimanere “un grande protagonista della stagione d’oro del cinema italiano”.

 

http://www.laquartaonline.it/cultura-e-spettacoli/piero-tellini-un-maestro-del-neorealismo/

Foto: gli originali delle locandine riprodotte sono di Sara Tellini

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