Parco delle Valli, inaugurato il playground del progetto Coni

Associazione
“UNA MANO NON BASTA: CI SERVI TU”
11 aprile 2018
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Da ieri l’area ludico/sportiva è ufficialmente aperta e fruibile dai residenti

“Dobbiamo trattare questo parco come se fosse casa nostra, per far sì che questo spazio duri. Dobbiamo essere i custodi della nostra città”. Con queste parole ieri il Sindaco Virginia Raggi ha inaugurato il nuovissimo playground nel Parco delle Valli, il terzo dei quindici previsti dal progetto Coni. “Venire qui in questo momento è raggiungere la fine di un percorso che è iniziato molti mesi fa, quando insieme al Coni abbiamo iniziato a pianificare quindici playground in tutta Roma, quando abbiamo iniziato a progettare e infine a realizzarli”. Un’iniziativa, “Sport e periferie” che ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini a una vita meno sedentaria e soprattutto di restituire le aree ludico/sportive che in molti quartieri sono ormai scomparse.

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“Vedere questo spazio oggi con tutti i bambini che giocano è una grande emozione per noi. Era un servizio che mancava” risponde così Roberta Capoccioni, ex Presidente del Terzo Municipio e oggi delegata all’amministrazione del territorio, alla domanda sulla perdita della precedente area ludica proprio nel Parco delle Valli. Perdita causata dalla scarsa manutenzione ma soprattutto da atti vandalici ad opera di bande e clan provenienti dagli accampamenti abusivi all’interno del Pratone.

Nonostante l’area di festa, non sono mancate le polemiche di alcuni residenti. “Dura poco!!!” hanno urlato alcuni cittadini durante il discorso di Angelo Diario, Presidente della Commissione Sport di Roma Capitale, e di Riccardo Viola, Presidente del Coni Lazio, puntando il dito contro i nomadi degli insediamenti abusivi presenti nel canalone o dietro la ferrovia.

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“Ci stiamo impegnando per portare delle telecamere, per assicurare la sicurezza che spesso è mancata. La sicurezza sta nel far vivere questo luogo. Se troviamo il playground pieno di bambini che giocano è più difficile che si possano avvicinare persone per utilizzarlo in maniera malsana”  afferma ancora la Capoccioni, in merito ai dubbi dei residenti sulla vigilanza dell’area – L’amministrazione si deve impegnare a farlo utilizzare, organizzando attività sul territorio e chiedendo l’aiuto dei cittadini che si vogliono prendere l’impegno di mantenerlo”.

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Fondamentale insomma deve essere la partecipazione dei residenti nel diventare custodi dell’area come se fosse un prolungamento della propria casa. Questo insieme alle energie dell’amministrazione forse permetterà di mantenere il decoro e la funzionalità di questo spazio appena inaugurato.

Federica Capati
Federica Capati
Classe 1993, diploma scientifico, studentessa di Giurisprudenza all'Università la Sapienza di Roma. Dall'aprile 2016 collabora con il mensile La Quarta. Ama scattare foto, scrivere e viaggiare.

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