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BUGIE, ACCUSE; COPERTURE; INCOMPETENZE PER TENTARE DI NASCONDERE LA VERITA' DELL'AMIANTO ALLA SCUOLA ELEMENTARE ANNA MAGNANI DI VIA VAL MAGGIA
Dopo giorni di silenzio che sembra sempre più assomigliare ad una copertura per la questione dei cassoni di eternit contenenti amianto nella scuola Anna Magnani, è opportuno riepilogare per sgombrare il campo a qualsiasi illazione da parte della dirigenza scolastica su una presunta montatura del caso da parte nostra. Per far ciò mettiamo a confronto la questione così com’è con quella che viene prospettata dalla scuola. Loro dicono: La direttrice Filippini, in un giornale locale, chiaramente schierato ed apposto in bella vista nella bacheca della scuola, afferma che l’abbiamo accusata ingiustamente, screditando l’immagine della scuola e dichiarando di averci denunciato anche in assemblea pubblica. Noi diciamo: Nessuno ha accusato nessuno, ma semplicemente abbiamo documentato attraverso filmati, foto e testimonianze quello che avevamo visto il giorno in cui l’ex portiera ci ha condotto nel locale dell’amianto. Semmai a screditare la scuola è chi nasconde e non provvede a risolvere il problema. Per quanto riguarda le denunce il giornale La Quarta e il sottoscritto direttore editoriale, nessuna notifica ci è pervenuta da parte delle Autorità Giudiziarie. Loro dicono: “Nel primo e nel secondo articolo si sostiene che il locale dei cassoni sia in uno stato di vero abbandono. A me personalmente non è mai giunta nessuna segnalazione in merito. Appena sono venuta a conoscenza delle porte divelte ho comunicato subito i problema all’ufficio tecnico del municipio che ha ripristinato e sigillato nuovamente tutto il primo di marzo. Quello che non mi convince però, è che dal 2006 sino al gennaio 2010 la custode, l’unica ad avere le chiavi della ballatoio perché incaricata di vigilare il locale, non abbia mai denunciato la situazione di degrado in cui verteva il magazzino e di cui era solo lei a conoscenza. Avrebbe dovuto comunicare ogni cosa agli uffici competenti e ciò non è mai avvenuto Noi diciamo: Non siamo noi a sostenere che il locale rea in stato di abbandono, ma sono le foto e i filmato che abbiamo documentato. Nessuno deve infornare la direttrice didattica da anni funzionaria scolastica della Magnani, è lei che deve attivarsi per monitorare la struttura in tutti i suoi aspetti, in special modo il locale dei rifiuti di amianto. E’ straordinario il fatto che non fosse a conoscenza di quello che c’era nella sua scuola. Facciamo presente che per quanto riguarda la normativa sull’amianto l’unica delegata a conservare la chiave del locale doveva essere la direttrice Filippini, che con il suo addetto alla sicurezza doveva continuamente monitorare l’eventuale pericolo e richiedere le certificazioni di agibilità da parte della ASL. Le porte divelte non erano una novità, tutti lo sapevano anche i dirigenti scolastici precedenti (Dr.ssa Lombardi), di ciò sicuramente risulterà tracciato nelle richieste di intervento con l’ufficio tecnico negli anni passati. Ridicolo addirittura il fatto che qualcuno abbia potuto dire che “le porte sono state divelte qualche mese fa a puro scopo terroristico”. Credo che per una questione così grave ci sarebbe una denuncia alle Autorità Giudiziarie, cosa che assolutamente non compare. La povera ex portiera in pensione da Dicembre a quale titolo avrebbe dovuto custodire il locale? Soprattutto in questi ultimi mesi in cui non è più in servizio. Per non parlare poi dei 5 anni in cui è stata investita di una responsabilità che non gli competeva e che doveva essere esclusiva prerogativa della direzione scolastica. Nonostante questo l’ex portiera ha per anni continuamente informato la scuola dello stato di degrado dei cassoni di eternit. In ogni caso il semplice intervento di chiusura del 1 Marzo da parte dell’ufficio tecnico del locale, aperto per anni, nello stato delle cose in cui è oggi, dovrebbe essere controllato per certificarne la messa in sicurezza da parte della ASL, unico organismo a stabilire se la risigillatura del locale rientra nella normativa di legge. Qualsiasi intervento senza questo accorgimento non garantisce la risoluzione del problema. Sono giorni che chiediamo inutilmente alla direttrice didattica di mostrare la certificazione di agibilità da parte della ASL. Tutto questo per mettere un punto a capo su questa vicenda in cui i genitori sono nella condizione di essere a pochi mesi dalla chiusura della scuola, imprigionati nel non intervenire da due fattori: 1) non è certo conveniente mettersi contro la scuola temendo una penalizzazione nel giudizio o un isolamento del proprio figlio. Meglio fidarsi di quello che dice la Direttrice. 2) forse il problema dell’amianto, per alcuni ancora non chiaro, è meno impellente di un’eventuale chiusura della scuola con tutti i disagi che questo comporterebbe per le famiglie. 3) molti genitori tendono a familiarizzare fra di loro fuori e dentro la scuola, per questo mettersi di traverso con denunce ed altro, comporterebbe una modificazione dei rapporti interpersonali. Per tutti questi motivi abbiamo solo ricevuto denunce anonime e nessuna visita alla nostra redazione che si trova di fronte alla scuola. Forte di tutto ciò la dirigenza può procedere a mentire ben sapendo di avere alleati forti, coperture politiche, il consenso “drogato” dei genitori e la complicità di una stampa collocata accanto alla stanza dei bottoni del potere locale. Una cosa è certa, la questione dell’amianto della Magnani potrebbe finire in un cul de sac dalle derive imprevedibili. L’assessore Filini, con la direttrice didattica hanno preso l’impegno di rimuovere i cassoni di amianto prima dell’apertura del prossimo anno scolastico. Ed allora: vista la notevole spesa per l’operazione di rimozione e di bonifica dell’amianto se dovesse accadere il miracolo, si dovrebbe ammettere che c’era effettivamente l’urgenza prioritaria rispetto a tutte le altre scuole e che in fondo abbiamo avuto ragione a sollevare la questione, ciò potrebbe provocare sicuramente una sperequazione di comportamento favorendo la Magnani rispetto alle altre. Se invece l’amianto fosse ancora là a settembre, allora sicuramente qualcuno sarà stato preso in giro, ma allora dovrebbero risponderne anche, oltre la scuola, la ASL che avrebbe dovuto intervenire, l’assessore alla scuola Filini e il Comune di Roma attraverso il Presidente della commissione scuola Gazzellone, informato sui fatti. Una bella gatta da pelare!
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