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La Quarta - Informazione online del IV Municipio di Roma
ALONG CAME JAZZ 2016. FINO AL 21 LUGLIO A TIVOLI Stampa
Sport, Cultura e Spettacolo - Cultura e spettacolo

 

 

Lunedì 11 luglio - ore 20,30

 

CATERINA PALAZZI_SUDOKU KILLER

 

     

Antonio Raia sax tenore
Caterina Palazzi contrabbasso
Giacomo Ancillotto chitarra
Maurizio Chiavaro batteria

Piazza della Cueva - Bagni di Tivoli  (RM)

Ingresso libero

...Il Sudoku (titolo originale: 数独, che in italiano vuol dire "sono consentiti solo numeri solitari") è un gioco di logica matematica giapponese.
La variante detta Sudoku Killer si presenta come una matrice (solitamente in base 9, ma la grandezza può variare) che non presenta caselle già occupate da numeri, dunque le 81 caselle della matrice sono interamente bianche. Gli indizi dati per risolvere correttamente la matrice vengono da alcuni gruppi di celle che riportano la somma che i singoli elementi di quelle celle devono totalizzare. È uno dei pochi casi di sudoku in cui intervengono i valori nominali dei numeri, la variante più numerica: per risolverlo, i numeri non possono essere considerati come simboli, ma è necessario contare...
Sudoku Killer, band guidata dalla contrabbassista Caterina Palazzi, nasce a Roma nel 2007.
I musicisti provengono tutti da esperienze artistiche affini, che spaziano dal jazz al rock alla musica sperimentale.
Il loro primo lavoro discografico “Sudoku Killer” con l’etichetta italiana Zone di Musica e’ uscito nel 2010, cui è seguito un tour di oltre 300 date in tutta Italia per la presentazione dell'album, che ha creato un'ottima notorietà e visibilità del gruppo, non solo in ambito jazzististico.
Durante gli anni passati in tour la band si è discostata sempre di più dal suo sound originario approdando in territori più acidi e spigolosi.
Il nuovo album INFANTICIDE (Auand 2015) è il risultato di questa seconda parte del percorso.
Disco fortemente caratterizzato da sonorità psichedeliche,noise, post-rock ed evocative di colonne sonore cinematografiche, è seguito dal road tour di oltre 100 date in tutta Europa.
2010: In occasione del JAZZIT AWARD Caterina Palazzi è stata votata come migliore compositrice italiana, SUDOKU KILLER è stato nominato secondo miglior album italiano, e la band si è posizionata al quarto posto tra le migliori formazioni.
2015: Il nuovo album Infanticide è stato nominato tra I migliori dischi 2015 da numerose riviste, tra cui Impatto Sonoro, Free Fall Jazz, Son of Marketing, Storia della Musica, Alternitalia, Distorsioni, RomaSuona, RadioEco, Suoni Distorti Magazine, Indiana Music Magazine.
Caterina Palazzi è stata annoverata tra i migliori nuovi talenti nel TOP JAZZ 2015.
 
 
Martedì 12 luglio - ore 20,30
 

LUCIA IANNIELLO “MAINTENANT” QUARTET

 

     

Lucia Ianniello tromba, effetti
Andrea Polinelli sax soprano e contralto
Paolo Tombolesi pianoforte, tastiera
Cristina Patrizi basso elettrico

Piazza delle Erbe - Tivoli (RM)


Ingresso libero

Insieme all'etichetta inglese Slam Productions, che vanta in catalogo artisti come Max Roach, Mal Waldron, Steve Lacy, Jaki Byard, Roswell Rudd, Lucia Ianniello ha dato vita a un lavoro per immagini, ambienti e paesaggi sonori, un po’ visionario, con una ricerca particolare sulla melodia e sui timbri. Ampio spazio è lasciato alle improvvisazioni collettive concepite però come stratificazioni di suoni con modalità contrappuntistiche e non nelle modalità tipiche del Free Jazz. Nonostante la presenza di strumenti elettronici ed effetti, Il quartetto propone una sonorità cameristica ottenuta anche grazie agli arrangiamenti della trombettista caratterizzati dall’assenza della batteria e dall’intreccio di voci raffinate. Ma la filosofia di fondo di questo lavoro si esprime, al di là degli aspetti stilistici e formali, nel tentativo di privilegiare l’urgenza espressiva e il rapporto umano tra i musicisti, lontano da qualsiasiforma di compiacimento. Una musica “contributiva e non competitiva”, per citare Horace Tapscott, trombonista, pianista e leader della Pan Afrikan Peoples Arkestra che Lucia Ianniello omaggia nel suo album con tre brani.
 
 
 
 
RE LEAR: LA STORIA. AL SILVANO TOTI GLOBE THEATRE DI VILLA BORGHESE Stampa
Sport, Cultura e Spettacolo - Cultura e spettacolo

 

[di Sara Cacciarini]

 

Una grandissima interpretazione di Mariano Rigillo, il Re Lear, austero, superbo e forte, uno dei personaggi più complessi delle tragedie di Shakespeare.

Un traguardo e un successo dopo 55 anni di carriera.

 

 

Il dramma si apre con la decisione del Re Lear, stanco e in tarda età, di abdicare al trono e di dividere il regno tra le sue tre figlie chiedendo a ciascuna di dimostrare quale lo ami di più” ottenendo così una porzione più grande del Regno.

Regana sposa del duca di Cornovaglia e Goneril del duca di Albany, decantano il loro amore per il padre con passione ed esagerazione e ottengono un’ampia porzione del bel reame. A Cordelia, chiesta in sposa sia dal duca di Borgogna che dal re di Francia, la più piccola e la più amata, il Re riserva una “porzione più opulenta di quella delle tue sorelle”.

Cordelia, semplice e pura nel suo amore per il padre non condivide le falsità e l’ipocrisia delle sue sorelle, dichiara semplicemente di amarlo come una figlia può amare un padre, no more nor less.

Deluso e smarrito Re Lear, sentendosi tradito e umiliato davanti a tutta la corte, s’infuria e decide di privarla della sua parte del regno e bandirla a vita.

 

  

 

Qui inizia la tragedia shakesperiana, Rigillo incarna un Re “vero”, il fisico asciutto ma giovanile, il dolore manifestato intimamente, senza fasto e senza esagerazione lo rendono il Re Lear per eccellenza, il più vero che abbia mai visto. Interessanti anche le sorelle, interpretate da due uomini, com’era realmente nell’originale tragedia: Roberto Pappalardo (Gonerill) e Luigi Tabita (Regana). Anna Teresa Rossini nelle vesti del Matto definita “la signora del teatro” interpreta con grande maestria un personaggio dalle vesti moderne dando voce alla verità tra le ipocrisie. Nella loro sobrietà ed essenzialità, perfetti anche i costumi di Donatella Capraro.

Per i 400 anni dalla morte di Shakespeare il Silvano Toti Globe Theatre di Roma, unico teatro elisabettiano d’Italia, nato nel 2003 nel centro di Villa Borghese, a imitazione fedele dell’originale inglese, grazie alla Fondazione Silvano Toti e per una geniale intuizione di Gigi Proietti, presenta una stagione speciale riservata dal 23 giugno ai primi di ottobre.

 

 
IL DISASTRO DI SEVESO Stampa
Ambiente e Territorio - Ambiente

 

[di Alessandro Quinti]

 

Sabato 10 luglio 1976: odore acre e forte bruciore agli occhi. Questi i sintomi che annunciarono alla popolazione di Seveso - e di zone limitrofe della Brianza - l’arrivo di una nube tossica carica di diossina. 

 

Una nube di diossina sprigionatasi dopo una terribile esplosione al reattore chimico dell'ICMESA: questa l'origine del disastro ambientale italiano - probabilmente il più grave - che si compì il 10 luglio del 1976.

Le fabbriche allora, più di oggi, si trovavano vicino ai centri abitati con scarse precauzioni per la sicurezza dei lavoratori e degli abitanti. Il Paese era a ridosso di una austerity che aveva messo in ginocchio l'Italia e non si aspettava altro che di ripartire alla ricerca di un secondo boom economico. Una fabbrica vicino casa non era da temere ma da benedire, perché portava lavoro.

Ma quella mattina del 10 luglio 1976 l'Italia capì che di lavoro si muore e che le conseguenze sarebbero pesate a lungo sulle generazioni future.

 

 

Nella ICMESA quel giorno si stava lavorando alla produzione di triclorofenolo, sostanza usata nei diserbanti, ma il reattore chimico esplose e liberò una nube di diossine la cui quantità non è stata mai accertata. Sebbene non vi siano stati morti subito dopo l'esplosione si ebbero casi di avvelenamento e di cloracne che cambiarono per sempre la vita della gente. L'intossicazione colpì anche gli animali, che furono abbattuti a migliaia, e tutta la vegetazione si disseccò. Le persone furono avvisate della gravità dell'incidente dopo 8 giorni. Le conseguenze della contaminazione da TCDD o Diossina di Seveso sono allo studio ancora oggi, poiché questa sostanza si comporta come interferente endocrino e causa tumori al fegato e organi genitali.

Il sindaco fu informato dell'incidente il giorno dopo, da due tecnici dell'ICMESA.

Le conseguenze di questo massiccio inquinamento di una zona così vasta, (furono toccati i comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio) sono ancora oggi non del tutto conosciute, tant'è che il monitoraggio resta in attività. Per rendere idea del contorno del disastro basti pensare che fu adottata una deroga per Seveso all'aborto. Infatti, all'epoca l'aborto non era ancora stato legalizzato ma per Seveso si autorizzarono gli aborti terapeutici perché il timore che potessero nascere bambini con gravi malformazioni era elevato. La prima evacuazione però si ebbe a 14 giorni dall'incidente, ossia il 24 luglio, quando fu identificata la zona A allorché i sindaci di Meda e Seveso disposero l'allontanamento delle famiglie per iniziare le bonifiche.

La tragedia si Seveso è annoverata nella triste classifica dei disastri ambientali più gravi causati dall'uomo; appena sotto, nella lista, al disastro di Bhopal e di Chernobyl. Da allora l'Europa si è dotata proprio della Direttiva Seveso per la prevenzione degli incidenti industriali; tuttavia - secondo recenti statistiche - esistono ancora oltre 1000 siti industriali a rischio.

Nel 1983 è nato il Bosco delle Querce, ossia un’area in cui sono state costruite due vasche impermeabilizzate che contengono tutto il materiale contaminato, incluso il terreno prelevato dalle zone più inquinate.

 

 
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