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La Quarta - Marzo

 

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La Quarta - Informazione online del IV Municipio di Roma
UN'INIZIATIVA INTERESSANTE, INTRAPRESA DAL COMITATO "LE VALLI - CONCA D'ORO" Stampa
Redazione cittadina - I nostri cittadini

 

Iniziative condivibili.....ritratto di cittadini che sono ormai arrivati all'esasperazione!...ed il Municipio continua a tacere!

 

"CARI AMICI QUESTA MATTINA ABBIAMO INTERPELLATO UN AVVOCATO SPECIALIZZATO IN DIRITTO INTERNAZIONALE PER VALUTARE LA POSSIBILITA' DI AVVIARE UNA CLASS ACTION PER ANDARE ALLA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE E CHIEDERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI PROVOCATI ALLA SALUTE DAI FUMI TOSSICI CHE SI LEVANO DAL PARCO DELLE VALLI.

NEI PROSSIMI GIORNI SAPREMO ESSERE PIU' PRECISI NELLA QUANTIFICAZIONE DEI COSTI , DEI TEMPI E DI QUANTO SARA' POSSIBILE CHIEDERE COME RISARCIMENTO.

OVVIAMENTE PIU' AMICI ADERIRANNO PIU' LA QUOTA PRO CAPITE DI SPESA DIMINUIRA'."

 
UNA FINESTRA SULLA STORIA: PER NON DIMENTICARE. Stampa
Sport, Cultura e Spettacolo - Cultura e spettacolo

 

[di Alessandro Quinti]

 

Il sequestro Moro.

Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione alla Camera dei Deputati del IV governo Andreotti, Aldo Moro viene rapito dalle Brigate rosse a Roma, in via Fani, e gli uomini della sua scorta vengono barbaramente assassinati.

L’idea di rapire un dirigente democristiano era già stata concepita nel 1975.

Le Br avevano pensato ad Amintore Fanfani o a Giulio Andreotti, ma poi la scelta era caduta su Moro: si trattava di un bersaglio più facile.

Tuttavia l’opzione per Moro, presidente della DC, teorizzatore della “terza fase” democristiana e protagonista della “solidarietà nazionale”, carica l’operazione brigatista di un peculiare significato politico e simbolico.

Nel leader cattolico - nato a Maglie, in provincia di Lecce, il 23 settembre 1916 - viene colpita infatti l’azione di mediazione tra società e istituzioni svolta, soprattutto nell’ultimo decennio, dai principali partiti italiani nel tentativo di assorbire le spinte movimentistiche avviatesi nel 1968.

In Aldo Moro, come più tardi in Vittorio Bachelet (ucciso dalle Br il 12 febbraio 1980 in un agguato all’interno dell’Università “La Sapienza” di Roma) e Roberto Ruffilli (assassinato da un nucleo armato delle Br il 16 aprile 1988 a Forlì), viene presa di mira quella politica di convergenza e di accordo tra forze politiche diverse, attraverso cui verrebbero frenate le tensioni sociali e impedita l’esplosione delle “contraddizioni rivoluzionarie”.

Le Brigate rosse intendono inoltre dimostrare di essere in grado di “processare” la DC proprio mentre si svolge a Torino un importante procedimento penale contro esponenti dell’organizzazione.

Anche alcune lettere dello statista pugliese, fatte uscire dalla cosiddetta “prigione del popolo” di via Montalcini 8, nel quartiere della Magliana, confermano l’impostazione “processuale” già attuata dai “terroristi rossi” nel 1974 durante il sequestro del giudice genovese Mario Sossi - rapito il 18 aprile e rilasciato il 23 maggio -.

Attraverso il presidente della DC dunque il processo brigatista investe tutto il partito e l’intero trentennio di “regime democristiano”.

 L’onorevole Moro viene ucciso il 9 maggio 1978. Il suo corpo viene fatto trovare nel bagagliaio di una Renault 4 rossa posteggiata in via Caetani, al centro della vecchia Roma, a metà strada fra le sedi della DC e del PCI: emerge così pienamente il significato simbolico e politico che il suo rapimento assume contro la politica di “solidarietà nazionale”.

Indagini, sospetti e polemiche hanno tenuto vivo l’ “affaire Moro per moltissimi anni, fino ad oggi.

 

 
MANCANZA DI MANUTENZIONE AL PARCO "SIMON BOLIVAR" Stampa
Redazione cittadina - Mobilità e Trasporti

 

Riportiamo la segnalazione della Sig.ra Simona.

 

"INTERVENITE?


Il Parco Monte Sacro alias Simon Bolivar, nonostante la Segnalazione e l'Esposto effettuati dal Comitato Città Giardino, sembra abbia difficoltà ad essere oggetto di attenzione e di cure.

Fiduciosi che possa meritare lo stesso trattamento degli altri Parchi Pubblici del Municipio, quali il Parco delle Magnolie a Serpentara, Il Parco di Talenti e quello di Settebagni, restiamo in attesa del nulla osta per l'abbattimento di un pino totalmente secco, che insiste tra l'area del play ground e l'area cani.

Dell'intervento si occuperebbero i civici pompieri volontari, a fronte del rimborso delle spese vive, che il comitato si è impegnato a sostenere. Tuttavia, l'unica risposta pervenuta dagli uffici competenti, non è il nullaosta, ma la richiesta che i Civici Pompieri Volontari facciano un sopralluogo con l'ufficio Giardini e poi eseguano l'intervento sotto la supervisione dell'Ufficio giardini stesso.

Quindi ricapitoliamo; I Civici Pompieri Volontari dovrebbero intervenire sul pericolo e mettere l'area in sicurezza.

Il Comitato dovrebbe pagare l'intervento e l'Ufficio Giardini, unico vero referente di questo problema, stare con le mani conserte, osservando e vigilando che gli altri facciano tutto a regola d'arte.

Paolo Marchionne, Gianna Le Donne, ma vi sembra un modus operandi possibile ed accettabile?"

 
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