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La Quarta - Maggio

 

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La Quarta - Informazione online del IV Municipio di Roma
FESTA DELLA MAMMA AL BIOPARCO Stampa
Sport, Cultura e Spettacolo - Cultura e spettacolo

 

Domenica 8 maggio, in occasione della Festa della mamma, il Bioparco organizza una giornata speciale con attività, giochi e laboratori rivolti a mamme e figli.

Domenica 8 maggio, in occasione della Festa della mamma, il Bioparco organizza una giornata speciale con attività, giochi e laboratori rivolti a mamme e figli.

A partire dalle ore 11.30 fino alle 17.30, presso la Sala dei Pavoni e nell’ampio giardino esterno, saranno organizzate le seguenti attività’:

SULLE TRACCE DI MAMMA – Laboratorio artistico in cui mamme e figli, armati di pennello e vernice, trasformeranno le impronte delle proprie mani in coppie di mamma-cucciolo animale.

LABORATORIO ‘MANI IN PASTA’ -  Mamme e figli si cimenteranno nella realizzazione di animali con la pasta di sale da portare a casa in ricordo della giornata.

UN FIORE RICICLOSO PER MAMMA - Laboratorio creativo-manuale per costruire originali fiori utilizzando esclusivamente materiali di riciclo: prendendo ciò che di solito ‘si butta via’, tagliando, mettendo insieme e decorando, nascerà una nuova forma. Un’attività per  stimolare la fantasia, la manualità, ma soprattutto per trasmettere ai bambini il significato del riuso dei materiali.

BIOPUZZLE - Su un telo enorme i bambini riscostruiranno insieme alle mamme con materiali vari - chicchi di caffè, mais, pezzi di stoffa, carta crespa, e tanto altro – i disegno di animali o fiori.

Inoltre artisti ed animatori professionisti allieteranno le famiglie con attività di intrattenimento e gag a tema: ‘ Mamma … arrivano i clown!’.

‘MAMMA CHE SELFIE!’ - Mamme, figli, nonne e bisnonne potranno fare un selfie o farsi scattare una foto all’interno del parco. Le foto saranno pubblicate all’interno di uno speciale album fotografico sulla pagina facebook del Bioparco (http://facebook.com/amicidelBioparco) in  ricordo della giornata.

Per tutto il giorno partiranno visite guidate nel parco dal titolo ‘Naturalmente mamme’ per scoprire tutte le curiosità delle mamme animali (prenotazione obbligatoria).

Immancabili le attività di a TUxTU con gli animali, emozionanti incontri ravvicinati con rettili, anfibi, insetti e altri animali (prenotazione obbligatoria).

Tutte le attività della giornata sono comprese nel costo del biglietto.

INFO: 06.3608211 e  www.bioparco.it

Bioparco di Roma

ORARIO        9.30 – 19.00 (ingresso consentito fino alle ore 18.00)

TARIFFE      ingresso gratuito per bambini al di sotto di un metro

bambini di altezza superiore ad 1 metro e fino a 12 anni: € 13.00

biglietto adulti: € 16.00

EVITA LA CODA! I biglietti si possono acquistare anche on line su bioparco.it , nei punti della rete TicketOne ed al Call Center 892.101

Seguici su Facebook: www.facebook.com/amicidelBioparco

 
DOROTHEA LANGE AL MAXXI: VIAGGIO NELLA VITA DELL'ARTISTA. Stampa
Sport, Cultura e Spettacolo - Cultura e spettacolo

 

[di Chiara Marchesi]

 

La fotografa e regista Dyanna Taylor presenta un film documentario sulla vita dellla sua celebre nonna.

 

Un evento unico nel suo genere quello ospitato al Maxxi il 28 aprile, una proiezione, patrocinata dall'Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, che ha permesso di conoscere un'importante figura di artista da un'angolatura inedita. Dyanna Taylor, nipote di Dorothea Lange ha infatti curato e realizzato il docu-film su una nonna così fuori dagli schemi.

Dorothea Lange è stata infatti una fotografa, attiva dagli anni venti agli anni sessanta, che ha scelto come propri soggetti privilegiati le fasce più deboli della società, migranti, braccianti ed emarginati, cogliendoli nella loro naturalezza senza accentuarne l'aspetto pietistico nè modificarne in alcun modo l'apparenza. Il film "Dorothea Lange: grab a hunk of lightening", presentato qui in versione ridotta, fa avvicinare alla vita della donna da una posizione del tutto privilegiata, quella della nipote, che permette allo spettatore di entrare nella storia in modo intimo e quasi confidenziale, attraverso fotografie, filmati inediti e documenti.

Ciò che tuttavia rende unico questo filmato è la profonda comprensione del personaggio che si pone sullo schermo nella complessità della sua persona, non soltanto nel suo ruolo di moglie, madre ed artista, comune a molti personaggi femminili, ma più che mai negli stati d'animo e nei pensieri nascosti dietro ai piccoli e grandi eventi della sua vita e che hanno condizionato e guidato le sua scelte con una profonda fusione della sfera personale con quella artistica e con la realtà del suo tempo di cui più che testimone è protagonista.

Allo spettatore viene così permesso di entrare nell'interiorità della persona, un mondo in cui stati d'animo, pensieri e convinzioni vengono fatti capire e sentire prima ancora di essere rivelati con la parola.

Un lavoro, durato più di dieci anni, che ha coinvolto la nipote, Dyanna Taylor, dal punto di vista personale ed emotivo portandola a ripercorrere la vita di quella nonna così unica, con la quale da bambina aveva trascorso molto tempo, e a comprenderla in modo profondo e consapevole come persona adulta.

Capire cosa poteva celarsi dietro una donna così carismatica e cosa nella sua vita la avesse resa tale è stato per la Taylor un lavoro toccante e personale che l'ha portata a confrontarsi con le dinamiche e con la storia della propria famiglia. I punti di contatto tra regista e protagonista, tra nipote e nonna, sono tuttavia ben più profondi poichè la prima deve alla seconda la propria passione per la fotografia, una consapevolezza sviluppata nelle tante ore passate a guardare le immagini ed i negativi sui quali la nonna lavorava e che l'ha resa ancora più in grado di comprenderla profondamente.

Un incredibile insieme di suggestioni ed un occhio assolutamente inedito e personale fanno di questa proiezione un vero e proprio viaggio nella mente ma soprattutto nella vita e nelle convinzioni di una fotografa che ha segnato la storia.

 

 

 

 

 
"ARANCIA MECCANICA": AL TEATRO ELISEO FINO AL 15 MAGGIO Stampa
Sport, Cultura e Spettacolo - Cultura e spettacolo

[a cura di Sara Cacciarini]

 

Teatro Eliseo

26 aprile - 15 maggio 2016

Arancia meccanica

di Anthony Burgess

 

 

                                              

Daniele Russo             Alex

Sebastiano Gavasso     Dim

Alessio Piazza             Georgie, padre Alex

Martina Galletta         Moglie Alexander, Adolf, Joe

Paola Sambo               Deltoid, ministro, madre Alex

Bruno Tramice           Alexander, anziana signora, cappellano

 

Regia di  Gabriele Russo

 

Musiche originali Morgan

Scene/installazioni Roberto Crea

Costumi Chiara Aversano

Disegno luci Salvatore Palladino

 

Produzione TEATRO BELLINI /FONDAZIONE TEATRO DI NAPOLI

 

A distanza di 54 anni dalla prima pubblicazione del romanzo (titolo originale A Clockwork Orange/Un’arancia a orologeria) o del celebre film che nel ’71 ne ricavò Stanley Kubrick, l’ispirazione viene del vero e proprio testo teatrale che, a partire dal suo libro, Burgess scrisse nel ’90 per la Royal Shakespeare Company.

 

Gabriele Russo si allontana dalle suggestioni kubrickiane, consegnate alla notorietà universale ed alla storia del cinema, per “ritrovare intatta – sottolinea il regista - quella necessità di Burgess nel proporre argomenti dai toni forti, capaci di scuotere le coscienze e suscitare domande legittime sulle possibilità di reagire, nel nostro tempo, alla violenza, gratuita o scientemente programmata”.

La storia violenta di Alex (Daniele Russo) e dei suoi amici Drughi (Sebastiano Gavasso e Alessio Piazza) una società sempre più incline al controllo delle coscienze e all'indottrinamento verso un "pensiero unico”, crudele epilogo cui viene destinato il protagonista, sottoposto alla castrazione chimica ed al condizionamento psicologico.

 

Nella prima parte l’azione, ambientata in un futuro non lontano e in una qualsiasi possibile grande città, descrive i crimini di Alex e della sua banda di giovani teppisti. Nella seconda parte lo spietato e incosciente protagonista, condannato a 14 anni per omicidio, accetta di sottoporsi a un esperimento di pseudo riabilitazione in base al quale gli vengono instillate reazioni di insormontabile disgusto fisico ogniqualvolta sorgano in lui stimoli di violenza o anche solo di libidini, annullando completamente il suo libero arbitrio.

 

La scena è una scatola nera dove si susseguono allucinazioni, luci psichedeliche, scritte, lampi di torce, in un’alternanza di luce-buio con scenografie moderne. Buio la scritta “Il latte te lo do io” susseguita da enormi contenitori in lattice appesi nel vuoto da cui i protagonisti attingono con tubicini la linfa come se fosse una mamma il cui “latte” però finisce in vena.

La pièce inizia e finisce con un elettroshock, la mente di Alex dev’essere controllata e plasmata a piacimento, dove il bene e il male spesso si scambino i ruoli, mentre lui diviene da carnefice a vittima in uno scambio per niente banale e scontato.

Nell’ultima parte esce dal carcere e tenta un inserimento nella sua famiglia che non solo non lo vuole ma l’ha comodamente sostituito, e qui Alex diventa vittima impossibilitato di esprimere la propria rabbia a causa della terapia ricevuta. Solitudine, amplificata dalla Sinfonia n.9 di Beethoven ricreata da Morgan per lo spettacolo, una sinfonia modificata che Alex sente solo nella sua testa.

Interessante il contrasto dei costumi di Chiara Aversano attraverso i quali viene sottolineata la violenza che prende il sopravvento diventando una festa in cui poter sfoggiare impeccabili smoking sartoriali, alternati alla pelliccia intesa come elemento primitivo, feroce ed assoluto, contrapposto ad adulti insulsi in un mondo opaco che viene squarciato da lampi di giallo, dettagli comuni a tutti i protagonisti, che irrompe folle, violento e pericoloso come l’urlo disperato di chi è perso in un mondo meccanico.

Daniele Russo che interpreta il personaggio di Alex dichiara: “Il lavoro più duro ha riguardato la trasposizione del linguaggio dei Drughi, il Nadsat inventato dallo stesso autore, uno slang inglese con influenze russe. Per non perdere lo straniamento oltre che la violenza che questa parlata ha il potere di trasmettere, abbiamo lavorato sui singoli termini con attenzione scrupolosa, in qualche caso confrontandoci con la generazione dei nostri diciottenni avvezza all'utilizzo di un linguaggio che crei identità”.

 

Grande successo della prima, dove gli spettatori coinvolti sotto ogni singolo aspetto recitativo, visivo, scenico e musicale hanno assistito in apnea in un silenzio insolito, senza un movimento, un rumore e per un’ora e mezza di spettacolo come se fossero in un sogno: quello di Alex.

 

TEATRO ELISEO

Da martedì 26 aprile a domenica 15 maggio 2016

Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 – mercoledì e domenica ore 16.00

Biglietteria tel. 06.83510216 |

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it

Call center Vivaticket: 892234

Prezzi da 12 € a 34 €

 
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