NUOVO SALARIO. BONIFACI CHIEDE CASE AL POSTO DI NEGOZI CHE, VISTA LA CRISI, NON POTRA' MAI COSTRUIRE. IL MUNICIPIO ORGANIZZA UN A CONSULTAZIONE TUTTA PER LUI. MA IL REFERENDUM E' FARLOCCO
ECCO IL VOLANTINO DELLA CONSULTAZIONE BEFFA IN CUI SI VUOLE CHIEDERE IL PARERE AI CITTADINI DI ALCUNE STRADE DEL NUOVO SALARIO(NON SI CAPISCE PERCHE' SONO STATE ESCLUSE : VIA CINIGIANO ,PIAZZA CIVITELLA PAGANICA,VIA AGLIANA,VIA CASALE D'ELSA,VIA VAGLIA, VIA MONTAIONE, VIA SUVERETO ECC.)COME SE 55000 MC3 DI NUOVE CASE NON RIGUARDASSE ANCHE LORO.I FOGLI SE SI VOLESSE DARE UNA MANO AL COSTRUTTORE BONIFACI SONO FACILMENTE MANIPOLABILI( NOI E MOLTI CITTADINI NON ABBIAMO RICEVUTO NIENTE PUR ABITANDO NELLE VIE INDICATE) POI TANTI COMPRESI NOI ABBIAMO FACILMENTE REPERITO NELL'EDICOLA DI PIAZZA MINUCCIANO DECINE E DECINE DI FOGLI CHE POTEVANO ESSERE RIEMPITI BENISSIMO DA CHICCHESSIA. I FOGLI SONO NUMERATI MA NON RIFERITI AI RESIDENTI(AD ESEMPIO CON UN DOCUMENTO GLI ABITANTI POTEVANO VOTARE DENTRO UNA SCUOLA MEDIA(MAJORANA O VICO) CON UN CONTROLLO DEI VOTANTI.CONSIDERANDO CHE NON SI è VOLUTO TENER CONTO DEL VOTO CITTADINO UNANIMAMENTE CONTRARIO AL CAMBIO DI DESTINAZIONE DA COMMERCIALE A RESIDENZIALE DI QUALCHE MESE FA IN UN CONSIGLIO MUNICIPALE, QUALCUNO INTERESSATO A FARE LA CORTESIA AL COSTRUTTORE POTREBBE TENERE X SE E RIEMPIRE I MODULI ORIENTANDO IN MODO DETERMINANTE LA CONSULTAZIONE. SERI DUBBI SUL FATTO CHE SI POSSA CHIEDERE NELLA SCHEDA LE PROPRIE GENERALITA', IL VOTO è SEGRETO.PER TUTTI QUESTI MOTIVI LA CONSULTAZIONE è DA RITENERSI NULLA. LA QUARTA GIORNALE
Dopo i cordoli, l'addio al mercato storico, la piaga ancora aperta del disastro di via Ventotene e la chiusura negli anni dei cinema Aureo ed Astra, Valmelaina ed il Tufello hanno perso con i cantieri Metro, anche i loro luoghi storici di aggregazione e di servizio. il campo del Tirreno e le sedi amministrativi di via Monte Rocchetta e via Monte Meta. Ma quel che piu' conta è che il futuro del cuore popolare di Monte Sacro non prevede alcun intervento di riqualificazione urbana. Futura terra di passaggio e quartieri dormitorio, nei prossimi anni, con la stazione Metro, saranno aggredite dal traffico dei pendolari, popolata dalle nuove famiglie extracomunitarie. Un addio definitivo alla loro identita'.
Come un corteo funebre, la processione di un centinaio di parrocchiani del Redentore con in testa la statua della Madonna, al crepuscolo, in un silenzio agghiacciante, si snoda nelle strade deserte di una Valmelaina e di un Tufello addormentati. Una tradizione nel cuore della gente.una condivisione di sentimenti e sensazioni che oggi appare assomigliare ad una testimonianza di una perdita progressiva e irreversibile. Come se quella gente tutta in fila volesse, nel riprorre l'antico rito, annunciare ai loro lotti popolari, i tempi nuovi dell'abbandono. I vecchi delle case popolari man mano stanno lasciando i loro appartamenti "comprati" per 50/70 mila euro dai nuovi inquilini, che l'useranno per andarci a dormire, mettendo validi antifurti e porte corazzate. Arrivera' la Metro e con essa la grande fuga verso il Centro storico, un futuro ancora pieno d'interrogativi per un presente vessato e martoriato dal traffico e dai camion della Salini
Ed ora sappiamo che avevamo ragione. Abbiamo aspettato che qualcuno ci illustrasse il piano generale della viabilita' che i nuovi cantieri metro comporteranno, abbiamo sperato che l'invasivita' delle opere fosse stata ricompensata con un salutare intervento di riqualificazione, una messa in ordine ed in sicurezza di Valmelaina e Tufello. Metropolitana si', ma anche strade rifatte, nuove aree verdi e spazi aggregativi sportivi e culturali, sostegno per i negozi della zona, progetti futuri partecipati con la comunita' locale. Niente di tutto questo. I signori della metro improvvisamente e senza alcun riguardo hanno invaso come un pugno nello stomaco Piazzale Jonio e Valmelaina. Come chi ha la coscienza sporca e non vuole, perchè non sa come affrontare i cittadini, Romametropolitane e il Iv municipio, procedono come uno schiacciasassi a distruggere antichi luoghi ed identità. La processione continua guidata da quel padre Gaetano che con il Vicariato ha concesso campo ed oratorio al cantiere Metro. Sembra volersi riconciliare con la sua gente e chiedere perdono, ma poco piu' in la' i suonatori nomadi intonano una straziante litania: un requiem laico per Valmelaina, destinata al suo futuro di plastica.
Lo scoppio di qualche mese fa su Via Scarpanto e la difficoltà di soccorsi per Roberta, imprigionata dietro la serranda, ripropone l'esigenza di creare un accesso di servizio e di emergenza all'interno del lotto Val Melaina 2. L'ingresso c'è su Via Val Melaina, ma della chiave non c'è traccia.
Val Melaina affonda sempre più nel degrado. Questi lavori per la stazione metro Ionio, la più inutile e costosa d'Europa con i suoi 250 milioni di Euro per 800 metri fino a Piazza Conca d'Oro, hanno sventrato e umiliato l'intero quartiere. In tutto questo si staglia nella sua drammaticità la triste storia di Roberta, che forse per precarietà di lavoro e solitudine ha voluto farla finita nel suo piccolo appartamentino-negozio di Via Scarpanto che è esploso insieme alla sua angoscia proprio davanti ad un muro pannello giallo della metro, un muro che non ha saputo superare, e che è apparso subito come un riflesso della sua depressione. Ma l'angoscia si trasforma in rabbia quando si scopre che Roberta poteva essere salvata. I vigili del fuoco hanno faticato a scardinare la serranda di Via Scarpanto, oltre la quale aveva ricavato il suo piccolo appartamento, mentre da Via Val Melaina i pompieri potevano accedere facilmente all'interno del lotto se quel cancello fosse stato aperto ma le chiavi non erano disponibili. Avrebbero rotto la sua finestra trasformando quei minuti interminabili persi nello scardinare la serranda, in pochi istanti, il tempo neccessario per infrangere il vetro nel retro, estrarre dalle fiamme e salvare Roberta. Rimane il mistero di questi 1000 inquilini del lotto di Val Melaina (un paese), tutt'ora imprigionati per l'arroganza e l'irresponsabilità di qualcuno e per una certa responsabilità da parte dell'ATER che avrebbe dovuto rendere sempre fruibile l'accesso su Via Vial Melaina in caso di emergenza (ambulanza, pompieri, polizia) o servizio (traslochi o trasporti ingombranti).
5 anni fa abbiamo denunciato l'abbattimento di decine e decine di pini ad alto fusto all'interno dle giardino ora cantiere di Piazza Conca d'Oro. Qualcuno ha addirittura pianto affacciandosi dalle proprie finestre e vedendo un piccolo parco che non c'era più. Allora c'era Veltroni e il suo luogotenente Assessore Calamante. Ma al grido neroniano, "sorgerà il giardino sorgerà più bello e grande che pria", Comune e Roma Metropolitane convinsero gli abituali frequentatori a rinunciare al loro storico amato giardino. "Sarà rigoglioso di piante, uno spazio cittadino attrezzato" dicevano mentre facevano digerire il cantiere "lo progetteremo e costruiremo insieme". Una sorta di progetto partecipato?. A 5 anni di distanza e con il cambio di testimone da Veltroni ad Alemanno dobbiamo sopportare la solita menzogna: al di la dei pannelli di Piazza Conca d'Oro Roma Metropolitane sta costruendo la stazione che vuole. E del giardino non rimarrà che il ricordo.