Le baby prostitute dei Prati Fiscali hanno inventato l'acqua calda .A poche centinaia di metri di loro, oltre cinquant'anni fa, forse solo per un po' di farina, le ultracinquantenni Ada e Flora aspettavano i ragazzotti del quartiere nella loro baracca offrendo la loro navIgata esperienza per farli diventare uomini. Sicuramente più corpulente delle silfidi squillo dell'est di oggi, Ada e Flora scuotevano le fantasie imberbi di molti fanciulli oggi settantenni.Qualcuno ricorda di aver affrontato proprio con loro la fatidica prima prova del fuoco, avventurandosi in mezzo alla campagna acquitrinosa ai margini dell'Aniene per raggiungere la capanna dell'amore, qualcun altro si era poi dileguato, spaventato forse anche dall'eta' e dalla mole delle due signore, ma fra quelli cresciuti qui ai Prati fiscali, Valmelaina tutti si ricordano di Ada e Flora, anche se non sono certo cose da raccontare ai loro nipotini.
NELLA NOTTE DEL 28 SCORSO, IGNOTI HANNO LANCIATO UNA BOMBA CARTA CONTRO LA SEDE TALENTI DEL PD IN VIA VERGA. LACERATA LA SERRANDA E IN FRANTUMI I VETRI DI UNA FINESTRA INTERNA. MESSAGGI DI RIPROVAZIONE DA PARTE DEL PRESIDENTE DEL IV BONELLI CON I CONSIGLIERI COMUNALI PDL, AURIGEMMA E PD, CORATTI CHE HANNO VOLUTO DARE LA LORO SOLIDARIETA' BIPARTISAN CON LA PROPOSTA DI CONVOCARE LA PROSSIMA SEDUTA DI COMMISSIONE MOBILITA' CAPITOLINA, PROPRIO NELLA SEDE OGGETTO DELL'ATTO VANDALICO. DA SINISTRA, NELLA FOTO, FABIO DIONISI, CONSIGLIERE PD DELIV MUNICIPIO, FRA I PRIMI AD ESSERE ACCORSI SUL LUOGO, IL CONSIGLIERE CAPITOLINO PD, MIRKO CORATTI, UN'ISCRITTA ALLA SEZIONE E IL CONSIGLIERE COMUNALE ANTONELLO AURIGEMMA DEL PDL.
PRESENTATA LA METRO B1 STAZIONE SCARPANTO. ORA SI TEME IL BLOCCO PER P.LE JONIO
Di fronte a poche decine di cittadini abbiamo assistito all'incontro che il presidente del IV Bonelli ha voluto il 15 dicembre nel teatro desolatamente vuoto del Redentore in via Gran Paradiso, per presentare la nuova fermata della metro di Val Melaina. Tirati un po' per i capelli, erano presenti l'amministratore delegato di ROMAMETROPOLITANE, Ascarello, l'ing Sciotti responsabile della linea e oltre Bonelli, l'assessore Capitolino Marchi. Spiegazioni tecniche, delle caratteristiche della linea e della fermata Jonio, ma poco è trapelato sugli interventi per la deviazione della viabilita' durante i tre anni e mezzo di cantiere. Proprio la viabiilita' è stata delegata al IV municipio, forse perche' le opere particolarmente invasive sarebbero state una patata troppo bollente da risolvere sia per il Comune che per Roma Metropolitane. Ma quel che si è saputo, non rallegrera' di certo i negozianti, i residenti ma soprattutto gli automobilisti di passaggio sia da via Valmelaina, che da viale Jonio, per non parlare di Piazza Capri e via Scarpanto. In primis viale Jonio verrà ridotta ad una sola corsia entro giugno 2010 a doppio senso di marcia, già oggi cosi' scoppia di traffico, verrà chiusa via Scarpanto in entrambe le direzioni rimanendo aperta solo per un cervellotico e
sterile traffico locale e due grandi scavi dei pozzetti metro renderanno impossibile la viabilita' a piazza Capri e Via Valmelaina angolo Via I. Curzolane. Praticamente un arresto cardiaco per tutta la zona destinata a perdere centinaia di posti auto. Ormai a cose fatte Bonelli invoca la concertazione cittadina per risolvere le magagne di cui qualcuno non ha voluto assumersi la responsabilita' come al contrario è accaduto per la stazione di Piazza Conca d'Oro dove si presento' pubblicamente un piano generale delle deviazioni del traffico, difficile da immaginare con un cantiere incomprimibile e in un'area urbana congestionata dal nodo piazzale Jonio vero crocevia di tutta Montesacro. Facile supporre il panorama che fra un anno si presentera': una trappola micidiale capace di portare ad un blocco della circolazione che si propagherà in tutte le direzioni, sia da e verso Monte Cervialto che in direzione Prati Fiscali, viale Jonio per non parlare dell'intubamento forzato di tutta Valmelaina. Tutto questo per ottocento metri di Metro. Forse durante l'incontro siamo stati l'unica voce a prefigurare questo scenario che sicuramente fara' chiudere decine di negozi, spegnendo definitivamente la vivibilita' della zona, forse la gente vuole tutto questo, noi comunque in questo giorno di lutto per la storica Valmelaina, stravolta e colpita con un pugno allo stomaco, non potevavamo che testimoniare tutto cio'.
Una vera emergenza e una polvieriera pronta ad esplodere il trasferimento di un centinaio di Rom nell'edificio del Ministero del Tesoro di via Salaria 971 da poco sgomberato dagli extra comunitari. I nomadi provenienti dal Casilino sono stati sistemati all'interno di un capannone dentro il quale a detta degli oppositori politici del sindaco Alemanno, non sarebbe garantito uno standard di vivibilita' con difficolta' di collegamento per bambini e ragazzi verso le strutture scolastiche. Forse occorreva concertare con il IV municipio una linea di comportamento per valutare l'opportunita' di insediare proprio in via Salaria una così numerosa comunita' nomade, dove traffico, mancanza di servizi e difficolta' di collegamento sono da sempre le caratteristiche negative.
Pensate che il fioraio,il fruttivendolo, il bar, il macellaio e il ristorante di Via Val Melaina hanno saputo solo tramite un freddo avviso stampa che devono sloggiare causa lavori metro in pochi mesi, senza alcun risarcimento. Questo schifo di metropolitana che sta annientando Valmelaina e il Tufello, ha scritto un ulteriore capitolo di disprezzo nei confronti della comunita' cittadina.Questa povera gente che ha costruito la propria attivita' da quarant'anni con enorme sacrificio, ora deve chiudere bottega per questi inutli maledetti ottocento metri di proseguimento della linea b fino alla nuova stazione che ha fatto secchi in un sol colpo anche il campo del Tirreno e la collina di via Scarpanto. Noi saremo al loro fianco per difendere chi, costretto ad una trattativa senza scampo, non ha armi contro i superpoteri di Romametropolitane. Per ultimo noi ci rivolgiamo a Bonelli, presidente del Municipio, gli diciamo di non farsi fregare da chi spaccia per interesse pubblico il proprio tornaconto privato.