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Piazzale Jonio: tra pozze d’acqua, lavori e disorganizzazione imperante. |
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Giovedì 20 Maggio 2010 20:12 |
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UNA GIORNATA DI ORDINARIA FOLLIA STRADALE.
 A volte per le strade del nostro quartiere accadono delle cose che vanno aldilà della mia comprensione. Chi si dovrebbe occupare di gestire le nostre vie e le nostre piazze non lo fa, e spesso ci ritroviamo davanti a situazioni talmente improbabili che sembra di essere ai “confini della realtà”. Il 19 maggio siamo andati in via Val Melaina per fare qualche domanda riguardante un episodio, alquanto misterioso, ai lavoratori della ditta che si occupa della manutenzione stradale per conto del Comune di Roma. Le nostre domande erano inerenti alla sparizione e all’apparizione improvvisa di un’automobile. Il fatto ci è stato raccontato da una donna ed ha dell’incredibile. Il 17 maggio la signora in questione, per un’urgenza medica(il suo bambino stava poco bene), si avvia in gran fretta verso la sua automobile, come al solito parcheggiata sotto casa. La signora arriva con il figlio in braccio ma la macchina non c’è, nessuna traccia di probabile scasso, nulla. In altri modi riesce a portare il figlio dal dottore, e, dopo varie peripezie riesce a tornare a casa. A questo punto vuole sapere che fine ha fatto la sua auto. Chiama i vigili urbani ma nessuno sa della macchina. La donna non si da per vinta e esce di nuovo per strada e cercando, chiedendo in giro e sperando. Così ritrova il mezzo, intatto, a circa 300 metri da dove l’aveva parcheggiata. Così richiama i vigili per spiegazioni ma nulla, loro non sanno niente. Parla con il vicinato e qualcuno le dice che la macchina è stata “rimossa a mano” da quelli della ditta di manutenzione stradale che sta lavorando nella via (immaginatevi quattro, cinque operai che a forza spostano la vostra macchina). Insomma l’auto della signora è stata presa e spostata senza permessi ma soprattutto senza avvertimenti. A questo punto chiama la nostra redazione ci racconta tutto e noi siamo pronti per andare a fare le domande agli operai. Neanche arriviamo e notiamo alla fermata dell’autobus di piazzale Jonio che c’è un altro problema, una grossa pozza d’acqua allaga parte della piazza. L’acqua sembra provenire dalle fognature, quasi sicuramente una tubatura rotta. A questo punto, visto che l’acqua continua a uscire ci guardiamo intorno e cerchiamo di trovare un vigile. Fortunatamente (si fa per dire), lo troviamo subito, fermo la macchina e gli comunichiamo quanto abbiamo visto. Il vigile neanche risponde e anzi minaccia la multa, insomma, se ne frega della situazione e ci intima di andarcene. Più insistiamo e più si predispone a fare la multa. Ce ne andiamo, perplessi pensando a come certa gente venga pagata dal Comune, “da noi”, per risolvere i problemi sulle nostre strade e non li risolve. Non è un attacco ai vigili urbani questo, ma certi atteggiamenti possono essere evitati come può essere evitata la “rimozione a mano”. Insomma, cerchiamo risposte e troviamo il vuoto, indichiamo problemi e veniamo scacciati, bel modo di occuparsi delle strade del nostro quartiere. Ah, ovviamente l’acqua dalle tubature da piazzale Jonio continua ad uscire...
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Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Maggio 2010 20:24 |
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CHI CI RIDARA' LA NOSTRA PIAZZA CONCA D'ORO |
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Ambiente e Territorio -
Ambiente
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Lunedì 31 Maggio 2010 11:26 |
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5 anni fa abbiamo denunciato l'abbattimento di decine e decine di pini ad alto fusto all'interno dle giardino ora cantiere di Piazza Conca d'Oro. Qualcuno ha addirittura pianto affacciandosi dalle proprie finestre e vedendo un piccolo parco che non c'era più. Allora c'era Veltroni e il suo luogotenente Assessore Calamante. Ma al grido neroniano, "sorgerà il giardino sorgerà più bello e grande che pria", Comune e Roma Metropolitane convinsero gli abituali frequentatori a rinunciare al loro storico amato giardino. "Sarà rigoglioso di piante, uno spazio cittadino attrezzato" dicevano mentre facevano digerire il cantiere "lo progetteremo e costruiremo insieme". Una sorta di progetto partecipato?. A 5 anni di distanza e con il cambio di testimone da Veltroni ad Alemanno dobbiamo sopportare la solita menzogna: al di la dei pannelli di Piazza Conca d'Oro Roma Metropolitane sta costruendo la stazione che vuole. E del giardino non rimarrà che il ricordo.
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A BOCCA ASCIUTTA |
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Trasporti e Viabilità -
Viabilità
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Lunedì 31 Maggio 2010 10:55 |
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Disagi per la metro a Piazza Conca d'Oro. Una miseria i risarcimenti del Comune di Roma per poche elette attività commerciali. Agli altri un'emerita ceppa! Sono soltanto una dozzina le attività che il Comune di Roma rifonderà con 6800 Euro in totale a fronte di un lustro di sacrifici per i lavori metro. Ma abbiamo provato a fare un po' di conti di quanto in questi 5 anni di cantiere le attività (coinvolte dai lavori e dalla nuova viabilità), hanno dovuto lasciare sul terreno in termini di perdita di fatturato. Cento aziende coinvolte, senza alcun risarcimento, da Piazza Conca d'Oro, via Val di Cogne, Viale Tirreno fino a Piazza Capri. Se consideriamo un minimo di 150mila euro annui di fatturato prima del cantiere metro di Piazza Conca d'Oro e moltiplicando tutto per questi 5 anni di disagi, si arriverebbe a 750mila euro di fatturato cadauna. Anche considerando una perdita del 30% rispetto agli anni precenti il 2005 (in alcuni casi il fatturato è precipitato del 50%) in totale sono andati in fumo 22 milioni di euro, senza contare le decine e decine di perdite di posti di lavoro e che sono stati quasi azzerati i benefici di un terminal a Piazza Conca d'Oro, declassato a semplice fermata verso il nuovo scalo metro Ionio. In conclusione dal Comune di Roma sono stati erogati 100mila euro in totale a fronte di 22 milioni di cui sopra. Un risarcimento 200 volte inferiore a quanto subito. Adesso il nostro amato Presidente Bonelli del IV Municipio provi a convincere i protagonisti dei futuri nuovi disagi della viabilità prevista per i prossimi 3 anni di Piazzale Ionio, Piazza Capri, Via Scarpanto, Viale Ionio, Via Pantelleria, Via Veglia, Via Val Melaina ecc ecc. (circa 300 aziende), provi lui, che rifiuta qualsiasi confronto cittadino, a persuaderli che il Comune di Roma, il Municipio e Roma Metropolitane li ricompenseranno per le future perdite economiche e che il loro sacrificio non sarà stato inutile. Ma visti i precedenti...
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Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Maggio 2010 11:25 |
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LOTTO VAL MELAINA L'ACCESSO PROIBITO. ROBERTA SI POTEVA SALVARE. |
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Notizie -
Ultime
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Lunedì 31 Maggio 2010 11:54 |
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Lo scoppio di qualche mese fa su Via Scarpanto e la difficoltà di soccorsi per Roberta, imprigionata dietro la serranda, ripropone l'esigenza di creare un accesso di servizio e di emergenza all'interno del lotto Val Melaina 2. L'ingresso c'è su Via Val Melaina, ma della chiave non c'è traccia. Val Melaina affonda sempre più nel degrado. Questi lavori per la stazione metro Ionio, la più inutile e costosa d'Europa con i suoi 250 milioni di Euro per 800 metri fino a Piazza Conca d'Oro, hanno sventrato e umiliato l'intero quartiere. In tutto questo si staglia nella sua drammaticità la triste storia di Roberta, che forse per precarietà di lavoro e solitudine ha voluto farla finita nel suo piccolo appartamentino-negozio di Via Scarpanto che è esploso insieme alla sua angoscia proprio davanti ad un muro pannello giallo della metro, un muro che non ha saputo superare, e che è apparso subito come un riflesso della sua depressione. Ma l'angoscia si trasforma in rabbia quando si scopre che Roberta poteva essere salvata. I vigili del fuoco hanno faticato a scardinare la serranda di Via Scarpanto, oltre la quale aveva ricavato il suo piccolo appartamento, mentre da Via Val Melaina i pompieri potevano accedere facilmente all'interno del lotto se quel cancello fosse stato aperto ma le chiavi non erano disponibili. Avrebbero rotto la sua finestra trasformando quei minuti interminabili persi nello scardinare la serranda, in pochi istanti, il tempo neccessario per infrangere il vetro nel retro, estrarre dalle fiamme e salvare Roberta. Rimane il mistero di questi 1000 inquilini del lotto di Val Melaina (un paese), tutt'ora imprigionati per l'arroganza e l'irresponsabilità di qualcuno e per una certa responsabilità da parte dell'ATER che avrebbe dovuto rendere sempre fruibile l'accesso su Via Vial Melaina in caso di emergenza (ambulanza, pompieri, polizia) o servizio (traslochi o trasporti ingombranti).
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Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Maggio 2010 13:08 |
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